Dalla notte della paura, alla luce dell’alba: insieme abbiamo camminato!

La partecipazione alla Camminata silenziosa per la pace, che ha attraversato Firenze nella notte tra sabato 20 e domenica 21 settembre 2025 è stata largamente superiore a ogni attesa.

Già alla partenza da Le Piagge si era capito che eravamo tanti. Significativa la presenza della prima cittadina Sara Funaro, che si è unita alla piccola folla.

Un’iniziativa la cui idea fu lanciata, prima dell’estate, in uno degli incontri che ogni mese le 26 parrocchie che aderiscono al gruppo dei “Cristiani insieme per la pace” fanno nella Sala attigua alla chiesa di Ricorboli, ma che è stata organizzata da una trentina di realtà associative che hanno voluto esprimere il loro comune impegno per la pace. 

Si è arrivati all’evento dopo un lavoro di preparazione di tante persone, lungo e attento. Frutto dello stesso desiderio di pace, sollecitato dalle diverse fedi o semplicemente dalla speranza che l’umanità in quanto tale possa riconoscersi nel desiderio di vivere, imparando dalla ricchezza delle differenti identità culturali o religiose.

E così cattolici, membri delle Chiese protestanti, valdesi, avventisti, luterani, ebrei, musulmani e appartenenti ad altre Comunità hanno immaginato il “contenitore” della Camminata, che ha visto la partecipazione silenziosa e composta di oltre mille persone.

Durante la notte, le Confessioni religiose aderenti hanno aperto i cancelli e i portoni dei propri luoghi di culto, così come le altre realtà laiche hanno animato momenti di sosta.

Sul sagrato della Cattedrale, l’arcivescovo Gherardo Gambelli ha voluto ricordare come tre “gigantidel Novecento, siano divenuti cari a tutti i fiorentini proprio perché si sono dovuti confrontare con gli orrori delle guerre. 

Don Facibeni, dopo la sua esperienza al fronte come cappellano militare sul Grappa, fonda in città la sua straordinaria Opera di accoglienza rivolta agli orfani della Prima guerra mondiale. Davanti all’ideologia violenta del fascismo, il cardinale Dalla Costa dice parole forti, parole di pace, e contemporaneamente dà vita a un’azione diffusa per salvare i cittadini ebrei dall’orrore dell’olocausto. Giorgio La Pira matura la sua vocazione politica con l’entrata in vigore delle Leggi razziali. Di fronte all’estromissione dall’università, perché ebreo, del suo amico e collega professor Cammeo, La Pira non imbraccia un fucile, ma scrive, fondando la rivista Princìpi, in cui si oppone nettamente alla dottrina e alla prassi fascista. Questi scritti saranno per lui la base per il suo contributo di Costituente nella stesura dei Princìpi Fondamentali della Carta Costituzionale.

Il rabbino capo Gadi Piperno ha spalancato i cancelli del giardino della Sinagoga dicendo che «la Camminata è la dimostrazione che possiamo essere operatori di pace proprio perché sappiamo creare percorsi di pace tra di noi», e ha proposto una bellissima preghiera per la pace del rabbino Nachman di Breslav, vissuto in Ucraina tra il 1700 e il 1800.

Di fronte alla nuova Moschea, l’imam Izzeddin Elzir ha sollecitato a recuperare il patrimonio più genuino dell’islam che vede Dio, con i Suoi cento nomi, come la Fonte della Misericordia e della fraternità tra tutti i popoli.

Suggestiva anche la sosta a San Marco, davanti alla Fondazione La Pira. Patrizia Giunti, presidente della Fondazione, ha riportato l’attenzione sulla necessità di guardare al futuro recuperando il percorso che ha condotto l’umanità al riconoscimento della dignità di ogni essere umano e dei diritti che ne conseguono. Ha proposto una riflessione di La Pira, resa a Belgrado in occasione della Tavola Rotonda Est-Ovest del 1965: 

In questa nuova età politica […] atomica, entrano in crisi, a tutti i livelli, le guerre contenute, le guerre calcolate. Se la guerra non si può fare – la guerra per definizione – anche la teoria “delle guerre” deve essere radicalmente riveduta e abbandonata! La cosa è estremamente nuova e capovolgitrice: perciò ci vuole coraggio, senso storico, fiducia nell’avvenire, fantasia creatrice, giovinezza di mente e di cuore, per decidersi a questo svecchiamento da teorie e fatti che appesantiscono ancora la storia odierna e la civiltà del mondo! 

Una cartolina composta da un grafico di Malta, Joseph Farrugia, pubblica la poesia del siriano Shaman Alwawi (letta durante una sosta) assieme alle immagini di due immensi cerchi concentrici che hanno visto, a notte fonda, tenersi per mano in Piazza Signoria, in un coinvolgente silenzio, le centinaia di partecipanti. Shaman si è laureato in questi giorni a Firenze, ed è ospite del Centro Internazionale Studenti Giorgio la Pira.

Prima di affrontare l’ultima salita verso il Piazzale Michelangelo, per poi raggiungere la meta di San Miniato al Monte, quando l’alba stava iniziando a tingere di rosa la Città, in piazza Poggi si è attrezzato un… bistrot. Un gesto semplice d’amore, per le persone infreddolite, grazie ad Arianna, Davide, Elisabetta, Lisa, Maria Serena, alle due Michela e a Sandra (con cui hanno collaborato anche mariti e figli!). Distribuzione di caffè caldo, the e biscotti, mentre un coro intonava Imagine all the people… 

La Camminata è stata una sorta di silenzioso pellegrinaggio che ha sfiorato i luoghi in cui ottant’anni fa il fragore delle mine naziste aveva fatto saltare i ponti sull’Arno.

Quei tanti “pellegrini notturni” hanno testimoniato la loro Speranza, con l’incredulità di vivere un nuovo millennio che sembra voler imporre ancora l’acre odore della distruzione e della morte, di fronte al quale le generazioni che ci hanno preceduto avevano detto: «mai più!»

Preghiera del rabbino Nachman di Breslav 

Signore della Pace, 
Divino Sovrano, al quale appartiene la pace! 
Costruttore di Pace 
Creatore di tutte le cose! 
Sia Tua volontà di porre fine alla guerra e allo spargimento di sangue nel mondo, 
e diffondi pace perfetta e meravigliosa in tutto il mondo, 
così che le nazioni non leveranno la spada l’una contro l’altra, 
né impareranno più la guerra. 
Aiutaci e salva tutti noi, 
fa’ che meritiamo di restare fortemente ancorati alla virtù della pace. 
Fa’ che ci sia una pace vera e perfetta 
fra ogni persona e il suo prossimo, 
e fra marito e moglie, 
e fa’ che non ci siano divisioni fra i popoli, neppure nel loro cuore. 
Fa’ che ognuno ami la pace e persegua la pace 
sempre nella verità e nell’integrità, 
fa’ che non cadiamo preda delle divisioni 
neanche quando provengono da quanti non sono in accordo con noi. 
Fa’ che nessuno di noi mai disonori alcuno sulla terra, 
grande o piccolo 
e che davvero possiamo meritare di rispettare il comandamento 
«ama il prossimo tuo come te stesso», 
con tutto il cuore, con tutto il corpo, con tutta l’anima e tutti i nostri averi. 
Fa’ che ciò che è scritto sia realizzato in noi: 
«Concederò la pace sulla terra, 
e voi riposerete, e nessuno vi farà temere; 
allontanerò gli animali pericolosi dalla terra, 
e nessuna spada attraverserà la vostra terra». 
Dio, che è pace, ci benedica con la pace! 

In occasione della marcia notturna a Firenze di sabato 20 settembre ci tengo a esprimere la mia vicinanza e sostegno a questa iniziativa. Non potrò essere presente – in questo fine settimana sono fuori Italia per lavoro; altrimenti sarei con gioia in prima fila nella marcia, che trovo un momento altissimo di solidarietà e di umanità. La richiesta di pace contro il tuonare delle armi, il rifiuto della violenza, unisce non solo le comunità religiose ma tutta la nostra città. È un grande segno di civiltà, una luce di speranza, aver saputo trovare le forme per creare un momento e uno spazio di fiducia reciproca, di condivisione al di là delle differenze che arricchiscono il nostro dibattito ma non possono impedire la comune espressione dei valori che ci uniscono. Sono orgoglioso che la nostra città abbia saputo, ancora una volta, mostrare la strada.Pace.

Enrico Fink, presidente della Comunità ebraica di Firenze

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