Mitspe Aviv (Belvedere Avraham Ya‘aqov Brawer) è una piccola cittadina ben curata ubicata sui monti del Carmelo, dalla quale si può vedere da lontano il mare a sud di Haifa. Molte le case circondate da giardini. C’è un asilo per i bambini e un paio di negozi. Molti gli abitanti che vanno a lavorare nella vicina Haifa. È una cittadina tranquilla che ha il suo Centro culturale, dedicato a mio padre, venuto a mancare l’8 novembre 1975, 50 anni fa. Laureato a Vienna in Storia e Geografia, ha dedicato a Eretz Israel i suoi numerosi scritti, carte geografiche per le scuole e non, il primo mappamondo in lingua ebraica e il libro Eretz Yisrael che è stato per anni il testo principale per l’insegnamento della materia a generazioni di liceali e universitari, oltre a circa 400 articoli scientifici pubblicati in Israele e all’estero.
Nato il 30 marzo 1884 nella cittadina Stryj in Galizia (allora parte dell’Impero austro-ungarico, oggi parte dell’Ucraina) ha iniziato ad andare al cheder (la stanza) all’età di circa 4 anni, come gli altri maschietti della comunità, per imparare la lettura dell’ebraico per poter seguire i Testi biblici, alcune preghiere e anche per giocare un po’. L’ebraico era spesso la prima lingua letta. Il cheder era una specie di asilo dove delle volte i ragazzi rimanevano anche una parte del pomeriggio, portandosi dietro qualche panino. La lingua madre era lo yiddish. Una conoscenza elementare della locale lingua polacca era necessaria già a quell’età per poter comunicare con l’esterno ma la necessaria padronanza di quella lingua per iscriversi a scuola – mi raccontava mio padre – non gli era affatto facile, e spesso richiedeva l’insegnamento da parte di un maestro privato. Gli studi universitari li ha compiuti all’Università di Vienna dove era andata a vivere la sua famiglia di profughi in notevole difficoltà economiche, a seguito di alcuni pogrom nella nativa Galizia. Nell’anno 1911 mio padre è andato a vivere a Gerusalemme, dedicandosi allo studio e all’insegnamento della Geografia della Terra di Israele, allora ancora da inserire nel regolare programma dei licei. In questo settore«fino alla fine del 1800 lo studio di Eretz Israel era quasi esclusivamente in mano a studiosi stranieri che si occupavano soprattutto della geografia e della storia della popolazione che esisteva ai tempi della Bibbia e del Nuovo Testamento» (Studi nella Geografia di Eretz Israel, introduzione al fascicolo 9, Società per lo studio di Eretz Israel e le sue antichità, Gerusalemme 1976). L’Organizzazione sionistica aveva incaricato Brawer di preparare la base geografica per le richieste dei territori definiti da precise frontiere. Oltre a questo
Brawer si è dato molto da fare per costituire la Commissione per la Lingua ebraica che più tardi, con la fondazione dello Stato di Israele, è divenuta l’Accademia della Lingua ebraica, lavorando in modo specifico sul vocabolario della terminologia geografica in ebraico […]. Per molti anni è stato anche membro della Commissione che ha proposto i nomi per i nuovi villaggi, kibbutzim, e per fiumi, montagne ecc. Sarebbe il caso di ricordare alle giovani generazioni israeliane che quasi ogni parola relativa alla geografia del Paese è in qualche modo legata a Brawer. Nel 1927 egli pubblicò il suo libro Ha’aretz, un testo per liceali e universitari che per molti anni è stato l’unico disponibile per l’insegnamento nei licei e le università (ibidem)
Nel dicembre 1958 la Casa editrice fiorentina Il Ponte ha pubblicato un volume dedicato a Israele (2010 pagine) dove appare anche un suo articolo.
Autore della «prima carta geografica della Terra di Israele e dei Paesi vicini in lingua ebraica adoperata per l’insegnamento nelle scuole […] ha pubblicato oltre 400 articoli scientifici […]. Essendo osservante delle mitzvot, si sono rivolti a lui rabbini di tutte le correnti religiose per chiedere consigli relativi a questioni di halakhà legate a questioni geografiche (Eretz Israel: Archeological, Historical and Geographical Studies, vol. XVII, introduzione al volume di studi dedicati a Avraham Ya‘aqov Brawer, Israel Exploration Society, Yavneh, Tel Aviv 1983).
Vorrei ricordare mio padre anche da bambina perché è a lui che è legato il primo ricordo che ho ben chiaro in mente. Avrò avuto forse 4 anni. Abitavamo a Kiryat Moshe, un sobborgo di Gerusalemme ad ovest della città. La mia mano nella sua, mi portò poco distante da casa su un sentiero sterrato per farmi osservare una cava usata dagli operai arabi per scavare la nota “pietra di Gerusalemme” per le costruzioni vicine. «Vedi questi strati di pietre? La Terra tutta è fatta così», mi disse. Rimasi così impressionata che me lo ricordo ancor’oggi.
Il Comune di Gerusalemme ha ufficialmente certificato a A. Y. Brawer il suo riconoscimento per la parte avuta «nella rinnovata costruzione di Gerusalemme e della sua bellezza», firmato dallo storico sindaco Teddy Kollek.
