Marzo – Giugno 2026

Firenze Ebraica. Bimestrale toscano di notizie e cultura ebraica. Autorizzazione del Tribunale di Firenze n. 3628 del 3.11.1987

Direttrice responsabile:

Hulda Brawer Liberanome

Redazione:

Renzo Bandinelli
Wlodek Goldkorn
Paola Jarach Bedarida
Daniela Nencini
Milka Ventura Avanzinelli
Emanuele Viterbo

e-mail: redazione@toscanaebraica.it
www.toscanaebraica.it

Comunità ebraica di Firenze
Via Luigi Carlo Farini, 4
50121 Firenze
Tel. 055 245252 – Fax 055 241811 e-mail: abbonamenti@toscanaebraica.it

ISSN 2612-0895 (Ed. cartacea) ISSN 2784-854X (Ed. digitale)

Impaginazione e stampa:

Nova Arti Grafiche srl – Signa (Firenze)
I numeri di Toscana ebraica sono consultabili presso la Biblioteca Marucelliana
di Firenze e la Biblioteca della Comunità ebraica di Firenze

Indice 

Lettera ai lettori  La Redazione

Festività e pensiero ebraico

Parashat Bo. Ottanta anni di vita rav Joseph Levi 

Il Seder della settima sera di Pesach rav Umberto Piperno

Il forno delle azzime di Firenze: una traccia di Pesach nella storia cittadina Emanuele Viterbo

Parashat Beshallach e Shabbat Shirà. Lo Shabbat dedicato alle donne e alla loro forza di cambiare il mondo grazie alla fede e alla fiducia Anastasia Vendrov

Una parokhet per Shavu‘ot Umberto Fortis

Cultura

Il contributo letterario delle donne all’Illuminismo ebraico Luisa Basevi 

Izrail’ Metter: memoria, colpa e identità ebraica nel Novecento russoAngelo Eliezer Da Fano

Sansone di Primo Levi. Un’ipotesi di lettura Umberto Fortis 

Primo Levi e il traduttore tedesco di Se questo è un uomo Daniela Heimler

Arte e ebraismo Daniele Liberanome, David Liscia, Sandro Servi

Teorie Marco Liuzzi

Ebraismo pop tra fumetti e galassie lontane Rocco Rosignoli 

Il contributo ebraico alla letteratura polacca tra le due guerre Jan Władysław Woś

Shoà, Genocidi, Resistenza

La rete ebraico-cristiana e l’organizzazione dei soccorsi a Firenze dopo l’8 settembre 1943 Francesca Cavarocchi

Hurbinek e gli altri: bambini e ragazzi ad Auschwitz Fabrizio Franceschini

Israele

Israele: tra costruzione statale, conflitto e diplomazia. Un’analisi delle relazioni internazionali e del terrorismo dal 1948 ad oggi Giulia Rachel Ciolli

Urlo sussurrante David Palterer

Vivere sotto i missili: una testimonianza da Israel Tullio Sonnino

Domande e risposte ‘al reghel achat

Il miracolo Filippo Tedeschi, Ufficio rabbinico di Firenze  

Dalle Comunità

Firenze

Giorno della Memoria. Cerimonie a Firenze Renzo Bandinelli

Ottant’anni del rabbino Joseph Levi: memoria, gratitudine e responsabilità Emanuele Viterbo

Pisa

Viareggio ebraica. Storia di una Comunità ebraica fra le due guerre Silvia Bemporad Servi

Toscana e antisemitismo in Sanità: un’analisi Federico Prosperi

Anagrafe

Varie

A scuola Miriam Cividalli Canarutto

Via Farini 4: la scuola che salvò un futuroLionella Neppi Modona Viterbo

Libri e film

Alleanza e Conversazione recensione di Renzo Bandinelli

Gli irriducibili della pace. Storie di chi non si arrende alla guerra in Israele e Palestina recensione di Marinella Mannelli

L’ostaggio recensione di Lionella Neppi Modona Viterbo

Un ebreo dimezzato, Confessioni di un nonagenario recensione di Sandro Ventura

Segnalazioni

Auguri della Redazione

Lettera ai lettori

Cari Lettori,

ci avviciniamo a Pesach, il tempo della memoria e della libertà. Ogni anno torniamo a sederci attorno alla tavola del Seder per raccontare l’uscita dall’Egitto, ma sappiamo che la Torà non ci chiede solo di ricordare un evento lontano: ci chiede di sentirci personalmente parte di quell’uscita, come se ciascuno di noi fosse stato liberato.

Viviamo un tempo complesso. Un tempo in cui le tensioni internazionali, le guerre, le paure, le divisioni sociali e anche l’antisemitismo che riaffiora in forme nuove e antiche possono generare inquietudine. Un tempo in cui è facile sentirsi smarriti o isolati. Proprio per questo il messaggio di Pesach è oggi più attuale che mai.

Il Seder è forse il momento più potente della nostra tradizione: una casa, una tavola, domande che attraversano le generazioni. In un’epoca in cui tutto corre veloce e i legami sembrano indebolirsi, Pesach ci riporta all’essenziale: la famiglia, la comunità, la narrazione condivisa, il senso di appartenenza.

A chi frequenta il Tempio con regolarità, a chi vi partecipa solo nelle grandi occasioni, a chi per ragioni personali, di salute o di distanza non può essere presente: Pesach è comunque nostro. La Comunità è nostra. Nessuno è fuori dal racconto.

Che questa festa possa portare nelle nostre case non solo il ricordo della liberazione passata, ma la forza di essere oggi un popolo capace di speranza, dignità e responsabilità. Che possiamo sentirci uniti, pur nelle nostre differenze, attorno a una storia che continua.

Chag Pesach kasher wesameach a tutti voi e alle vostre famiglie.

La Redazione

Abbonati a Toscana ebraica

LEGGI TUTTO IL GIORNALE IN DIGITALE A SOLI 30€ L' ANNO