Firenze Ebraica. Bimestrale toscano di notizie e cultura ebraica. Autorizzazione del Tribunale di Firenze n. 3628 del 3.11.1987
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Hulda Brawer Liberanome
Redazione:
Renzo Bandinelli
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Nova Arti Grafiche srl – Signa (Firenze)
I numeri di Toscana ebraica sono consultabili presso la Biblioteca Marucelliana
di Firenze e la Biblioteca della Comunità ebraica di Firenze

Indice
Lettera ai lettori La Redazione
Festività e pensiero ebraico
Parashat Bo. Ottanta anni di vita rav Joseph Levi
Il Seder della settima sera di Pesach rav Umberto Piperno
Il forno delle azzime di Firenze: una traccia di Pesach nella storia cittadina Emanuele Viterbo
Parashat Beshallach e Shabbat Shirà. Lo Shabbat dedicato alle donne e alla loro forza di cambiare il mondo grazie alla fede e alla fiducia Anastasia Vendrov
Una parokhet per Shavu‘ot Umberto Fortis
Cultura
Il contributo letterario delle donne all’Illuminismo ebraico Luisa Basevi
Izrail’ Metter: memoria, colpa e identità ebraica nel Novecento russoAngelo Eliezer Da Fano
Sansone di Primo Levi. Un’ipotesi di lettura Umberto Fortis
Primo Levi e il traduttore tedesco di Se questo è un uomo Daniela Heimler
Arte e ebraismo Daniele Liberanome, David Liscia, Sandro Servi
Teorie Marco Liuzzi
Ebraismo pop tra fumetti e galassie lontane Rocco Rosignoli
Il contributo ebraico alla letteratura polacca tra le due guerre Jan Władysław Woś
Shoà, Genocidi, Resistenza
La rete ebraico-cristiana e l’organizzazione dei soccorsi a Firenze dopo l’8 settembre 1943 Francesca Cavarocchi
Hurbinek e gli altri: bambini e ragazzi ad Auschwitz Fabrizio Franceschini
Israele
Israele: tra costruzione statale, conflitto e diplomazia. Un’analisi delle relazioni internazionali e del terrorismo dal 1948 ad oggi Giulia Rachel Ciolli
Urlo sussurrante David Palterer
Vivere sotto i missili: una testimonianza da Israel Tullio Sonnino
Domande e risposte ‘al reghel achat
Il miracolo Filippo Tedeschi, Ufficio rabbinico di Firenze
Dalle Comunità
Firenze
Giorno della Memoria. Cerimonie a Firenze Renzo Bandinelli
Ottant’anni del rabbino Joseph Levi: memoria, gratitudine e responsabilità Emanuele Viterbo
Pisa
Viareggio ebraica. Storia di una Comunità ebraica fra le due guerre Silvia Bemporad Servi
Toscana e antisemitismo in Sanità: un’analisi Federico Prosperi
Anagrafe
Varie
A scuola Miriam Cividalli Canarutto
Via Farini 4: la scuola che salvò un futuroLionella Neppi Modona Viterbo
Libri e film
Alleanza e Conversazione recensione di Renzo Bandinelli
Gli irriducibili della pace. Storie di chi non si arrende alla guerra in Israele e Palestina recensione di Marinella Mannelli
L’ostaggio recensione di Lionella Neppi Modona Viterbo
Un ebreo dimezzato, Confessioni di un nonagenario recensione di Sandro Ventura
Segnalazioni
Auguri della Redazione
Lettera ai lettori
Cari Lettori,
ci avviciniamo a Pesach, il tempo della memoria e della libertà. Ogni anno torniamo a sederci attorno alla tavola del Seder per raccontare l’uscita dall’Egitto, ma sappiamo che la Torà non ci chiede solo di ricordare un evento lontano: ci chiede di sentirci personalmente parte di quell’uscita, come se ciascuno di noi fosse stato liberato.
Viviamo un tempo complesso. Un tempo in cui le tensioni internazionali, le guerre, le paure, le divisioni sociali e anche l’antisemitismo che riaffiora in forme nuove e antiche possono generare inquietudine. Un tempo in cui è facile sentirsi smarriti o isolati. Proprio per questo il messaggio di Pesach è oggi più attuale che mai.
Il Seder è forse il momento più potente della nostra tradizione: una casa, una tavola, domande che attraversano le generazioni. In un’epoca in cui tutto corre veloce e i legami sembrano indebolirsi, Pesach ci riporta all’essenziale: la famiglia, la comunità, la narrazione condivisa, il senso di appartenenza.
A chi frequenta il Tempio con regolarità, a chi vi partecipa solo nelle grandi occasioni, a chi per ragioni personali, di salute o di distanza non può essere presente: Pesach è comunque nostro. La Comunità è nostra. Nessuno è fuori dal racconto.
Che questa festa possa portare nelle nostre case non solo il ricordo della liberazione passata, ma la forza di essere oggi un popolo capace di speranza, dignità e responsabilità. Che possiamo sentirci uniti, pur nelle nostre differenze, attorno a una storia che continua.
Chag Pesach kasher wesameach a tutti voi e alle vostre famiglie.
La Redazione