Gennaio – Febbraio 2026

Firenze Ebraica. Bimestrale toscano di notizie e cultura ebraica. Autorizzazione del Tribunale di Firenze n. 3628 del 3.11.1987

Direttrice responsabile:

Hulda Brawer Liberanome

Redazione:

Renzo Bandinelli
Wlodek Goldkorn
Paola Jarach Bedarida
Daniela Nencini
Milka Ventura Avanzinelli
Emanuele Viterbo

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Comunità ebraica di Firenze
Via Luigi Carlo Farini, 4
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ISSN 2612-0895 (Ed. cartacea) ISSN 2784-854X (Ed. digitale)

Impaginazione e stampa:

Nova Arti Grafiche srl – Signa (Firenze)
I numeri di Toscana ebraica sono consultabili presso la Biblioteca Marucelliana
di Firenze e la Biblioteca della Comunità ebraica di Firenze

Indice 

Lettera ai lettori Hulda Brawer Liberanome

Festività e pensiero ebraico

Non si cancella la propria esistenza se si pensa anche alla vita altrui rav Roberto Colombo 

I due viaggi di Israel rav Gadi Piperno

L’identità ebraica attraverso le feste: da Rosh ha-shanà a Tu bishvat  Anastasia Vendrov

Cultura

Mio nonno Tullio Terni Lisa Alisa Baligioni 

La preghiera di Mordekhay Umberto Fortis 

Attualità di Maimonide. La Legge non violenta cifra della condizione umanaIrene Kajon  

Sogni Marco Liuzzi 

Judaica Archive all’Harvard University e il suo inquietante segreto David Palterer

Pio XI e l’ebraismo Filippo Tedeschi

Shoà, Genocidi, Resistenza

La verità del male. Il processo Priebke Shulim Vogelmann

Israele

Il CMCC a Kiryat GatHerbert Avraham Arbib 

Il nostro Servizio militare in Israele Hulda Brawer Liberanome; Shulamit Furstenberg-Levi; Anastasia Vendrov 

L’eredità di Rabin trent’anni dopo Adam Smulevich

Israele come una famiglia: normalità apparente e fratture profonde Tullio Sonnino

Domande e risposte ‘al reghel achat

Come si costruisce uno shofar? Filippo Tedeschi, Ufficio rabbinico di Firenze  

La voce dei ragazzi

Il senso del rispetto derashà di Liam Piperno 

Dalle Comunità

Firenze

Binario 16 Stazione Santa Maria Novella di Firenze. Cerimonia in ricordo della deportazione degli ebrei del 1943 Renzo Bandinelli

Travolti da un insolito destino: quale futuro per gli ebrei italiani? Emanuele Viterbo; Milka Ventura

Anagrafe

Varie

L’Eridano – giornale popolareLionella Neppi Modona Viterbo

Michail Yevzlin (1952–2020). Editore, intellettuale, amico Jan Władysław Woś

In Versi

OLO Alessandro Nocchi

Libri e film

Ebrei in guerra. Dialogo tra un rabbino e un dissidente recensione di Renzo Bandinelli

Hitler e Mussolini contro Einstein. La storia di una strage Hulda Brawer Liberanome

Prigionieri. Un ebreo e un musulmano nell’inferno del Medio Oriente recensione di Marinella Mannelli

Gioverà ricordare. Meminisse iuvabit recensione di Lionella Neppi Modona Viterbo

La lingua ebraica recensione di Milka Ventura

Segnalazioni

Ricordo di 

Vera Vigevani Jarach Ugo Caffaz

Auguri della Redazione

Lettera ai lettori

Scrivo la mia lettera in un momento particolarmente delicato (primi di gennaio) per quello che sta succedendo sulla scena internazionale. Tuttavia non dimentichiamo la bella e allegra tradizione di Purim, anche se per alcuni scienziati il testo fondativo di questa festa sarebbe solo una favola che non ha nessuna base storica, ma che il nostro popolo ha voluto al punto da essere stato inserito nel testo della Bibbia e letto durante il periodo del Secondo Tempio, e poi in tutte le sinagoghe, spesso anche nelle case private. Questo evento è spesso ricordato con feste in maschera e con dolci tipici di tante comunità sparse nel mondo. È una festività particolare che si basa su un miracolo accaduto ad una sola comunità, quella degli ebrei persiani, e che non ha interessato direttamente l’intero nostro popolo. 

Ho pensato di tradurre dall’ebraico un saggio di Ya‘aqov Levinger, interessante, credo, per vari aspetti della storia della festa.

Meghillat Ester racconta il miracolo accaduto in Persia alla comunità ebraica ai tempi del sovrano Serse [Achashverosh in ebraico] e specifica le ragioni della festività. Il racconto ha il carattere di fiaba […]. L’autore della Meghillà ricorda spesso lo stile di Genesi, tanto che ripete alcune frasi di quel libro, e in particolare della storia di Giuseppe e i suoi fratelli (vedi Genesi 37 sgg). Si trova anche qualche dettaglio che ricorda il racconto di Erodoto, come ad esempio, somiglianze fra la presentazione della regina Vashtì ai partecipanti della festa (Meghillat Ester 1,9) e il racconto di Candaule e Gige (Storie 1,8 sgg).
ll carattere fiabesco del racconto della Meghillà ha sollevato per gli studiosi la questione del suo valore storico, del tutto negato da alcuni di loro per i seguenti  motivi:

a) In altre fonti dell’epoca non si trova nessun racconto simile, anche se in esso si precisa che le vicende riguardarono più di 75 mila persone (9,15-16); inoltre il testo non si riferisce ad alcuna persona nota, ad eccezione di Serse.  
b) Molti dei particolari menzionati nella Meghillà non descrivono le abitudini in uso all’epoca in Persia che conosciamo da altri fonti, come ad esempio la descrizione dell’improbabile matrimonio di Serse con Ester […].
c) La Meghillà racconta (2,6) che Mordekhay era uno degli esuli ai tempi di Yechanyà re della Giudea (598 a.e.v.) e che il miracolo di Purim avvenne ai tempi di Serse I (486-466 a.e.v.), nominato anche in Daniele 9,1 e in Ezra 4,6; questo dimostrerebbe che l’autore della Meghillà non conosceva bene gli avvenimenti storici dell’epoca.
d) All’epoca delle stesura della Meghillà sembra che la festa di Purim fosse già in uso (vedi 9,19-21) ed è quindi molto probabile che gli ebrei abbiano inventato il racconto di Purim per giustificare storicamente una festività già adottata dai Babilonesi oppure dai Persiani […]. Ma non vi è dubbio che l’autore della Meghillà conoscesse bene la situazione che esisteva già a quell’epoca (Sefer ha-Mo‘adim, Purim, Dvir, Tel Aviv 1956).

Buon Purim e buona lettura

Hulda Brawer Liberanome

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