Luglio – Agosto 2025

Firenze Ebraica. Bimestrale toscano di notizie e cultura ebraica. Autorizzazione del Tribunale di Firenze n. 3628 del 3.11.1987

Direttrice responsabile:

Hulda Brawer Liberanome

Redazione:

Renzo Bandinelli
Wlodek Goldkorn
Paola Jarach Bedarida
Daniela Nencini
Milka Ventura Avanzinelli
Emanuele Viterbo

e-mail: redazione@toscanaebraica.it
www.toscanaebraica.it

Comunità ebraica di Firenze
Via Luigi Carlo Farini, 4
50121 Firenze
Tel. 055 245252 – Fax 055 241811 e-mail: abbonamenti@toscanaebraica.it

ISSN 2612-0895 (Ed. cartacea) ISSN 2784-854X (Ed. digitale)

Impaginazione e stampa:

Nova Arti Grafiche srl – Signa (Firenze)
I numeri di Toscana ebraica sono consultabili presso la Biblioteca Marucelliana
di Firenze e la Biblioteca della Comunità ebraica di Firenze

Indice 

Lettera ai lettori Hulda Brawer Liberanome

Festività e pensiero ebraico

Tish‘à be’av: la capacità di elaborare un lutto vivendolo rav Gadi Piperno
Il segreto della forza straordinaria delle donne Anastasia Vendrov

Cultura

Il “caso” Simone Luzzatto, rabbino a Venezia Umberto Fortis 
Parlando di Memoria: intervista a Enrico Fink Marta Baiardi e Wlodek Goldkorn
L’oro dei faraoni Maria Cristina Guidotti
Mosè non era monoteista Robert J. Littman
Nomi di Dio Marco Liuzzi

Shoà, Genocidi, Resistenza

Da un libro, la storia di misteri ancora tutti da svelare. I silenzi sulle Leggi razziali Mauro Di Castro
Gli ebrei italiani tra fascismo e antifascismo Daniele Susini

Israele

Svegliarsi dal sonno della ragione Tullio Sonnino
People’s Peace Summit di Gerusalemme Livia Marinetto 
Le sfaccettature di un dialogo David Palterer

Domande e risposte ‘al reghel achat

Forme di vita su pianeti extrasolari Filippo Tedeschi, Ufficio rabbinico di Firenze

Dalle Comunità

Firenze

25 aprile Anniversario della Liberazione in Italia e Democrazie in Occidente Renzo Bandinelli
25 aprile a Firenze: una festa dimezzata? Sandro Ventura

Anagrafe

Varie

Riguardando vecchi documenti Lionella Neppi Modona Viterbo
A Casale Monferrato la mostra di Vittorio Giardino “Storie di famiglie immaginarie. Fridman, Fink, Meyer, Treves”

In Versi

Pace Alessandro Nocchi

Libri e film

Giudei recensione di Renzo Bandinelli
Artisti ebrei dall’Emancipazione alla fine dell’Italia liberale Giulio Burresi 
Il suicidio di Israele recensione di Marinella Mannelli 
Willy recensione di Lionella Neppi Modona Viterbo
Due ebrei, tre opinioni. Una ricerca sui giovani ebrei italiani recensione di Emanuele Viterbo

Segnalazioni

Ricordo di 

Rav Avraham Umberto Sciunnach rav Umberto Avraham Piperno
Oltre la gola di un grande torrente.Un ricordo dedicato a rav Sciunnach e alla sua famiglia Lorenzo Bianchi
Gidon Graetz Anati Graetz; Hulda Brawer Liberanome

Auguri della Redazione

Lettera ai lettori

Rav Gadi Piperno, scrivendo di lutti personali, sociali e nazionali, sottolinea l’importanza della consapevolezza di come procedere per affrontare serenamente il nuovo vuoto venuto a crearsi, non solo a livello ebraico personale, ma anche di fronte alla realtà dell’antisemitismo in fase crescente. Senza mai dimenticare il massacro del 7 ottobre 2023, Gaza assume ormai le dimensioni di una tragedia, non solo per i molti israeliani che manifestano ormai da molti mesi contro il governo di coalizione di destra capeggiata da Benjamin Netanyahu. È un governo che risulta sempre più isolato anche a livello internazionale. È da rilevare, tuttavia, che nelle notizie sentite e viste alle TV italiane poco si parla dell’opposizione di una parte importante della popolazione israeliana che non condivide la politica del Primo ministro nella conduzione della tragica guerra. Troppo spesso si parla di Israele e degli israeliani come se non esistessero importanti distinzioni fra le varie parti della popolazione. Indirettamente, anche noi ebrei che viviamo fuori da Israele siamo coinvolti in questo ragionamento e siamo troppo spesso considerati “tolleranti” verso la politica del governo Netanyahu. Infatti non arrivano sufficientemente alla stampa italiana, e soprattutto a tutti gli altri mezzi di cominicazione, le informazioni riguardanti le posizioni assunte a questo riguardo da numerosissimi israeliani e condivise da molti ebrei italiani che tuttavia spesso – imbarazzati – cercano di evitare certi dibattiti che riguardano la situazione a Gaza, una tragedia che fa parte della politica di questo particolare governo. È certo più facile per ciascuno di noi evitare di partecipare a certi dibattiti per cercare di spiegare la complessa realtà israeliana, anziché lasciare troppo spazio a frasi e concetti comunque molto semplicistici e talvolta confusi. In Comunità a Firenze ho sentito abbastanza spesso spiegare questa reticenza con l’impreparazione a affrontare certi argomenti. Sarebbe forse utile avere un referente al quale poter rivolgere qualche domanda sull’attuale politica israeliana e che non riguardi solo gli aspetti che danneggiano i palestinesi, ma anche altri elementi della politica dell’attuale governo. Un esempio molto palese di cui si parla poco anche nel nostro ambiente è il rifiuto di numerosi giovani studenti di yeshivot e di molti giovani charedim di rispettare la leva militare obbligatoria per tutti gli altri. Si tratta di una percentuale di giovani in fase crescente anche per motivi demografici, al contrario di chi invece fa servizio militare regolare, soprattutto i riservisti che sono costretti a frequenti chiamate e a conseguenti perdite di giornate di lavoro. È venuta a crearsi così una divisione fra giovani israeliani privilegiati e non.

Le diffuse simpatie per il popolo palestinese – che assumono varie forme – si traducono troppo spesso nella mancanza di conoscenza della realtà di Israele, al punto che si sente talvolta parlare fra i giovani perfino della «Palestina dal Giordano al mare»», come se Israele non avesse diritto di esistere. La tragica situazione venuta a crearsi a Gaza talvolta getta un’ombra perfino su altri conflitti internazionali, come ad esempio sull’invasione russa in Ucraina o sul conflitto armato fra Pakistan e India per il Kashmir. Sta di fatto che Israele si trova sempre più isolato, una situazione preoccupante che potrebbe essere in qualche modo collegata anche al crescente antisemitismo.

Credo che sia molto sentito fra di noi della Comunità ebraica di Firenze il ricordo di rav Avraham Umberto Sciunnach z”l, che ha «dedicato la sua vita ad altri», nelle parole di rav Umberto Avraham Piperno. Personalmente lo ricordo con gratitudine.

Sul concetto della tolleranza scrive David Palterer parlando, fra l’altro, di iniziative mirate al raggiungimento della fine della guerra in Israele, anche da parte del gruppo della Sinistra per Israele, che ha organizzato il collegamento con la manifestazione People’s Peace Summit di Gerusalemme: «si è trattato di un’importantissima iniziativa che ha offerto un momento di riflessione e condivisione», alla ricerca di dialoghi. 

L’intervista di Marta Baiardi e di Wlodek Goldkorn a Enrico Fink pone importanti riflessioni personali ma anche sulla storia del nostro popolo: dopo aver lasciato la Russia e la realtà dell’antisemitismo palpabile, si parla del perché scegliere l’Italia e soprattutto perché la scelta difficile di essere ebreo, e anche particolarmente attivo come Presidente della Comunità fiorentina, particolarmente esposto. 

Anastasia Vendrov scrive di donne e richiama l’attenzione sulla loro forza d’animo e la loro fede che mai le ha abbandonate, anche nei momenti più bui della loro vita e di quella del nostro popolo. 

Toscana ebraica vi offre anche con questo numero molti altri articoli che vi invito a leggere.

Buona lettura e buona estate

Hulda Brawer Liberanome

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